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Otto Anni dopo .... Bill & Joe, The Ultimate Interview
view post Posted on 7/11/2008, 20:42Quote

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M-INTERVIEW
OTTO ANNI DOPO ..... BILL & JOE
L'Ultimate Intervista a Bill Jemas & Joe Quesada

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Otto anni fa la Marvel Comics osò lanciare un nuovo universo superoistico narrativo: una mossa molto coragiosa in un mercato caratterizzato in tema da universi morti o abortiti come il New Universe di Jim Shooter di metà anni '80.
Questa nuova linea era invece piuttosto simile al classico Marvel Universe ma sotto una nuova prospettiva, che permetteva la ridefinizione dei personaggi, alleggerendo altresì gli stessi da decenni di continuity, a evidente beneficio di una nuova generazione di lettori.
In quell'epoca, la Marvel stava guarendo dal rischio fallimento vissuto intorno agli ultimi anni dei '90's e la scelta lasciò infatti perplessi: la domanda era logica, era giusto l'anno 2000 per lanciare un nuovo universo superoistico?
Apparentemente, si. “Ultimate Spider-Man” #1 fu un immediato successo e contribuì a lanciare non solo l'intero Ultimate Universe, ma altresì la carriera dello scrittore Brian Michael Bendis: la serie inoltre vide una delle più lunghe collaborazioni scrittore-disegnatore mai viste nei fumetti, dove il team Bendis-Mark Bagley durò oltre 100 numeri.
Segui la seconda serie regolare e non poteva essere altro che “Ultimate X-Men” a firma Mark Millar & Adam Kubert, un'altro titolo estemamente di successo che lanciò definitivamente pure Mark Millar ai vertici dell'industria.

Questa settimana, otto anni dopo, la Marvel ha pubblicato il primo numero di “Ultimatum” a firma Jeph Loeb & David Finch, una mini-serie che promette di alterare profondamente e drammaticamente l'Ultimate Universe: personaggi moriranno, team cambieranno e niente sarà come prima.
Con tutti questi cambiamenti in arrivo abbiamo parlato con i due artefici di questo universo, per parlare di ieri, dell'oggi e del domani di questo: il Marvel Editor-In-Chief Joe Quesada e l'ex Presidente della Marvel Bill Jemas.
Si proprio lei ... abbiamo parlato con l'entità ... QUEMAS!

D. Iniziamo tornando a proprio quel momento iniziale, quando l'idea dell'Universo Marvel era appena stata buttata lì ... all'epoca quando era stata battezzata "Ground Zero"
Joe Quesada:
Giusto, quello era il nome originale. Penso che sia stato Bendis che ci ha convinti che, nonostante fosse un grande nome, era penalizzato da un negativo: Zero. Così ci ha sfidato a trovarne uno nuovo. se chiedi a Brian ti dirà che l'ha inventato lui, quindi è meglio lasciar perdere [risate]. Bill, ti ricordi chi ha trovato il nome Ultimate?
Bill Jemas: Non ricordo. So che è stata una di quelle occasioni in cui abbiamo chiesto a tutti la loro opinione sul nome e tutti hanno scelto questo.

D: La nozione di un nuovo Universo Marvel è stato inspirato da una rubrica a firma Warren Ellis del 1997, in cui auspicava che i creatori usassero un approccio più moderno nella scrittura dei Fantastici Quattro, usando la storia esistente delle origini solamente come un punto di partenza.
In termini di ideazione di pubblicazione da parte della Marvel, come è iniziata davvero? Qual'è stato la spinta per la creazione di quello che è diventato l'Universo Ultimate?
BJ:
All'epoca lavoravo al Madison Square Garden e [il fondatore di Wizard] Gareb Shamus mi è venuto a trovare e abbiamo iniziato a parlare su quello che non andava nel Marvel Universe. Parte di quello che non andava erano i personaggi che venivano raffigurati come ragazzini ma che andavano in giro con pizzetti, barbe e figli. Ricordo che la battuta è stata "tra poco inizieranno ad avere problemi di prostata!" [risate] Così in realtà è tutto nato da quella chiaccherata quando stavo ancora lavorando al Madison.
C'erano tantissime idee. Principalmente, la prima parte del mio lavoro alla Marvel è stato andare in giro parlando alla gente della compagnia e chiedendo cosa volessero .... e tutti alla Marvel volevano che SpiderMan fosse un ragazzo. Tutti volevano che la Marvel attraesse gli adolescenti e tutti pensavano che i personaggi fossero meglio se fossero stati più giovani.
Joe è stato uno dei pochi nella comunità creativo che era disposto a fare un passo avanti e dire "Voglio che questo accada. Come posso aiutare?"

D: Tornando a quando le idee erano appena state buttate lì, c'è mai stato un momento, anche solo uno brevissimo, in cui abbiate preso in considerazione di eliminare completamente il Marvel Universe esistente, quello Classico, e riparire da zero con la linea Ultimate?
JQ:
Penso che ci siamo sollazzati con l'idea per un po, ma devi anche capire che quando Bill ha preso in mano le redini della Marvel - e parlando di come va la Marvel è come parlare di come va l'industria - l'industria era nei guai e letteralmente qualsiasi cosa facessi poteva essere l'ultima. Anche se da un lato questo era estremamente stressante, dall'altro era parecchio liberatorio perchè non avevi nulla da perdere. Penso anche che, vedendola dall'altro lato, e capendo da dove ci veniva il pane, per buone ragioni siamo arrivati alla conclusione che non era prudente mischiare le due cose.
Ricordo che Bill ha avuto questa idea, ma non ero ancora Editore Capo all'epoca. Lavoravo sulla linea Marvel Knights e Bill mi ha chiamato a questa riunione e non avevo idea in cosa mi stavo andando a ficcare. Oltre a me e Bill c'erano molti editors e ci stavamo guardando intorno quando Bill racconta la sua grande visione, ma gli editors non avevano idea di cosa stesse parlando.
Alla fine quando sono diventato Editore Capo abbiamo iniziato a mettere in moto il progetto.
BJ: Joe è stato davvero prezioso in questo. I pochi che avevamo trovato, Joe usavi spesso la parola "orribile", ci consegnavano materiale orribile. O era gente che in realtà non voleva lavorare al progetto, oppure non volevano che il progetto funzionasse. Joe non so se ti ricordi, ma ero disperatamente alla ricerca di uno scrittore adatto a ragazzi e sei entrato con una sceneggiatura dicendo "Bene, abbiamo una sceneggiatura su un serial killer che uccide i ragazzi!" [risate] ... e quella era "Torso" di Bendis .... e Joe aveva ragione: Bendis aveva la giusta sensibilità per la cosa.
JQ: L'obbiettivo principale originariamente era di fare questi personaggi più giovani e che questo sarebbe stato un Universo Marvel diverso. Penso che la gente che stavano affrontando il progetto non avevano completamente colto l'idea.
E' un po' come consideravo il lavoro fatto da John Byrne su "Spider-Man: Chapter One": il modo per rendere SpiderMan più giovane era di dargli un computer al posto del microscopio: non è realmente un cambio nella vera essenza del personaggio, ma più un cambio nello scenario sintomatico.
Non voglio additare gli scrittori che ci hanno proposte che non avrebbero funzionato: è ciò che la maggioranza degli autori avrebbe fatto ... "Aggiorniamo questi personaggi dandogli computer e telefoni cellulari e questo li renderà più giovani e moderni e questo funzionerà" ... ma quello non è realmente quello che doveva succedere.
Brian ha preso l'idea che Peter Parker fosse un tipo magrolino pocket potector secchione con gli occhiali bordati di corno, il chè è come i secchioni erano all'epoca, e ha guardato al mondo moderno d'oggi e Peter Parker ha abbandonato tutti questi clichè ed è diventato un tipo molto più ampio di adolescente. Aveva una certa intensità: poteva diventare una delle due cose, o un secchione co un tipo che il giorno dopo sarebbe arrivato a scuola con l'impermeabile e avrebbe sparato a tutti. Questo era il cambiamento che serviva. Non riguardava i computer, microscopi o i telefoni cellulari. Riguardava una differenza emotiva tra quello che sono i ragazzi oggi comparati ai quello che erano negli anni '60.

D: Perchè all'inizio c'è stata una resistenza interna così grande all'Universo Ultimate? L'Universo Ultimate era davvero questa grande minaccia per gli scrittori all'epoca?
JQ:
La minaccia immediata internamente era "C'è un nuovo capo, ha tutte queste pazze idee, non ha la minima idea di cosa sta dicendo, siamo qui da un milione di anni, etc ...". C'era molta paura perchè si era provata questa strada già un paio di volte nel passato ma non aveva mai funzionato. Quando mi sono unito alla riunione, la reazione è stata "Ehi, questo tipo non lavora nemmeno alla Marvel, è un confezionatore, e dovrebbe dettare la politica?".
Ecco, questa era l'aria che tirava.
Il cambiamento internamente è accaduto quando le prime sceneggiature di Brian sono iniziate ad arrivare ed allora abbiamo realizzato che il materiale era davvero buono. Ovviamente il cambiamento è successo anche tra il pubblico, anche se ci è voluto molto di più.
Ora, un'altra cosa che è accaduta è stata che Bill è arrivato e ha detto "Non voglio che Spider-Man appaia in costume fino al sesto numero" ... e tutti hanno detto "bene, ora è condannato al fallimento!". [risate]
Fatemi dire questo: sarebbe stato destinato al fallimento se non fosse stato scritto bene: so che Bill si è incontrato con Brian e si è sporcato le mani a insegnargli a sviluppare e lavorare su personagi e cast.
Il risultato è stata una linea dall'incredibile successo e la trasformazione di Brian in uno scrittore super star.

D: Rispetto al tuo lavoro all'epoca, Bill, quanto è dipeso dal cavalcare l'onda del successo della linea Ultimate?
BJ:
Ci sono tanti livelli nel lavoro e non ho mai pensato in questi termini all'epoca. Vedi eravamo davvero al verde e avevamo bisogno di qualcosa che generasse piccole quantità di denaro, sai, soldi per le spese di ogni giorno. Avevamo bisogno di un nuovo modello industriale, tanto quanto “Ultimate Spider-Man “ che è un fumetto e un ottimo fumetto .... il personaggio e il look di Ultimate Spider-Man erano al centro della macchina che doveva essere il carburante che alimentava la macchina stessa.
Proprio durante i miei primi sei mesi, eravamo nel mezzo del lancio del primo film degli X-Men, che è stato un incredibile successo al botteghino. Penso che sia stato all'epoca il terzo miglior incasso nel fine settimana di lancio per un film non seguito di tutti i tempi. Cifre folli ... ma i fumetti erano basati sulla continuity degli anni '60, così non c'è stata alcuna graphic novel, nessun promo televisivo.
Il film era per i maggiori di 20 anni e i giocattoli per i minori di 10 e i giocattoli non vendevano. Avevamo un programma televisivo che veniva dall'inferno per quanto non si collegava a nulla e avevano il merchandise che pure veniva dall'inferno per quanto non si legava. Così avevamo un film dall'incredibile successo e un tremendo fallimento finanziario ed eravamo al verde, tanto al verde da non poter pagare gli stipendi!
Ultimate Spider-Man doveva essere il personaggio e il design che provasse che la compagnia poteva lavorare tutta assieme: mi piace prendermi il merito per averlo ideato, ma sono andato in giro a chiedere a tutti nella compagnia cosa volevano e tutti volevano attrarre gli adolescenti con un personaggio che sembrasse uscito da un videgioco e non da un quotidiano degli anni '50. Spider-Man era essenziale perchè eravamo alle corde finanziariamente e se non era Spider-Man o qualcosa di altrettanto grosso, saremmo caduti in una spirale fallimentare peggiore. Cosa ci poteva essere di altrettanto grande di Spider-Man? In verità, nulla. così era essenziale che il progetto avesse successo per aiutare la proprietà ad avere successo.

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By TheLawyer



D: La serie degli X-Men dall'inferno? Stai parlando della serie animata o del telefilm Mutant-X?
BJ:
Oh, ho rimosso “Mutant X” dalla memoria! [risate] Ovviamente parlavo della serie animata.

D: Ovviamente. La linea Ultimate è stata un successo. “Utimate Spider-Man” #1 è andato esaurito in un giorno ed è stato ristampato innumerevoli volte, non solamente in raccolte o cartonati, ma ci sono anche state edizioni legate a negozi come le edizioni per Wal-Mart and Kay Bee Toy Store, un'edizione per il Free Comic Book Day, e ovviamente l'edizione di “Ultimate X-Men” #2 che è stata allegata gratuitamente nel New York Post nel 2003.
Questo genere di eccesso, all'epoco, non si era mai visto. Come siete riusciti a realizzarlo?
JQ:
Questa era la filosofia di Bill, qualcosa che si è portato dietro da quando lavorava al Madison Square Garden.. assaggi gratuiti.
BJ: Beh l'obiettivo era di creare Ultimate Spider-Man con una grande visibilità e un grande fumetto. La prima cosa che abbiamo fatto è stata trovare un'azienda di scarpe, Buster Brown shoes, che fosse piena di fan di Spider-Man fans. Abbiamo speso una fortuna per creare un paio di ottime scarpe.Joe, ti ricordi le scarpe rosse con le tele?
Tornerò sulle scarpe tra un attimo, ma Joe mi da più meriti di quanti ne abbia. Mi portavo Joe dietro a ogni riunione creativa e di vendita che potessi trovare perchè non sono realmente una persona entusiastica, ma Joe sarebbe arrivato e avrebbe suonato i tamburi! Grossi sponsor, giornali e aziende; sapete come Joe riesce a far seguire il ritmo a tutta l'industria dei comics, Bene, Joe è riuscito anche con gente delle aziende dei videogiochi fino a quella dell'azienda di scarpe.
Okay, torniamo all'azienda di scarpe. Hanno comprato 500,000 copie di “Ultimate Spider-Man” e le hanno allegate alle scarpe, e le hanno vendute come pazzi! Quindi in realtà quello che stavamo facendo era lanciare i fumetti molto prima che il film uscisse e questo ha fatto nascere il progetto delle raccolte. Allora la gente ha visto il successo delle raccolte e delle scarpe e volevano fare le magliette e gli abbiamo forxato, ed è una maniera orribile di dirlo, ma gli abbiamo forxato i i fumetti allegati gratuitamente giù nelle loro gole all'inizio, ma poi gli è davvero piaciuto. Penso che abbiamo raggiunto circa le 8 milioni di copie come omaggi gratuiti.
Era un albo di successo con le 100,000 copie vendute in fumetteria. Eravamo esaltati dall'averne così tante. Ma avere 8 milioni di copie in omaggi.. e poi, Joe, non ho buona memoria, ma penso che abbiamo raggiunto i 3 milioni al mese su MarvelDotComics.
Così in largo anticipo rispetto all'uscita del film di Spider-Man la gente credeva e sapeva che Spider-Man sarebeb stato un successo.

D: Ripensando al lancio di “Ultimate Spider-Man” e dell'universo in cui vive, uno di voi due avrebbe affrontato la linea Ultimate in maniera diversa con il senno di poi?
Joe Quesada:
No [risate] Assolutamente no. Abbiamo catturato il genio nella lampada. Stando sulle traccie di Brian [Michael Bendis] è arrivato Mark Millar su “Ultimate X-Men” ed è stato come fare il gol del vantaggio al 91esimo minuto della finale del mondiale. Non succede tutti i giorni: non riesco nemmeno a immaginare come avremmo potuto fare diversamente.
Bill Jemas: Beh, l'albo in realtà è stato veramente poco prenotato...
JQ: Questo in un certo senso ha aiutato la fretta nel riordino no? Ci sono talmente tanti falsi collezionabili sul mercato, specialmente all'epoca. Ci sono città costruite sui mucchi di vecchi X-Men [risate], ma “Ultimate Spider-Man” #1 già alla seconda settimana si poteva vendere a molto più di $100.
Era un vero pezzo da collezione. Non li potevi trovare ovunque. C'era veramente un valore intrinseco. Si, il primo numero poteva vendere meglio? Si, ma penso, e Bill questa è parte della tua filosofia che ancora mi porto appresso, la collezionabilità di quel primo numero ha veramente spinto molto del marketing per quell'albo.
BJ: Non seguo più l'industria fumettistica come facevo una volta, ma l'impressione che ho della comunità di rivenditori oggi è che stanno abbastanza bene, ma non se la passavano affatto bene all'epoca. Così, comprare un albo a un dollaro e venderlo per $50 bucks — lo fai per dieci volte e hai una settiman parecchio buona.

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D: Prima che Joe diventasse l'Editor Capo, una delle cose su cui puntava era entrare nel mercato dei volumi in maniera seria. Aver esaurito i numeri regolari ha davvero aiutato l'industria a digerire il concetto di raccolte.
BJ:
C'è stato una vecchia, quasi stupida, domanda che la gente ha fatto per anni: "Se ristamperete la raccolta, perchè la gente dovrebbe comprare l'albo singolo?". La ragione per cui è una domanda stupida è perchè, beh.. lo comprano, quindi perchè fai una domanda stupida? Facciamoli entrambi. All'epoca era una mossa parecchio audace e così abbiamo stampato, penso, 6000 volumi di “Ultimate Spider-Man” così che potessimo ottenere un prezzo di vendita decente. Vedi quanto siamo arrivati lontano Joe? Quello è stato davvero un momento pauroso. Parliamo del tuo lavoro in bilico, abbiamo preso le nostre ultime migliaia di dollari dal budget per pubblicare le raccolte in volume quando la nostra fetta di mercato di volumi l'anno precedente era di soli 5000 pezzi.
JQ: ... e la Marvel a quel punto non era una compagnia che volesse avere magazzino. Ecco perchè non avevano un settore volumi. Si, in fondo prendere estesi interessi acquisiti e metterli su un volume è stato un enorme rischio. Ma eccoci qui, oggi, “Ultimate Spider-Man” è probabilmente uno dei nostri volumi di raccolte più venduti.
BJ: Non so se conosci Jim Killen di Barnes & Noble, ma l'ho pregato di ordinarne qualche migliaia così che potessi tornare dal mio capo e dirgli "Bene Barnes & Noble ci supporta" Penso che se Barnes & Noble non avesse preso quel genere di impegno con noi all'epoca sarebbe successo che non avremmo stampato abbastanza copie, avremmo dovuto pagare un prezzo più alto allo stampificio e poi, visto che sei stupido, avremmo dovuto farlo pagare più caro e non avrebbe venduto. Visto che abbiamo avuto un buon supporto da Barnes & Noble e siamo riusciti a ottenere un buon prezzo di stampa, siamo riusciti a far pagar il volume il giusto per poterlo vendere.

D: Avete mai pensato all'ipotetico "What If…” l'Universo Ultimate non avesse avuto successo e cosa avrebbe significato o fatto alla Marvel all'epoca?
BJ:
Non esagero quando dico che se l'albo non fosse stato buono, non sarebbe mai uscito. Non avremmo lanciato la linea.
Una cosa di cui sono davvero fiero con il senno di poi è che Joe e Mark e Brian hanno mantenuto la tradizione che gli albi Ultimate dovevano essere di qualità oppure semplicemente non si stampavano. Avevamo quel genere di filosofia allora: non dico che “Ultimate Spider-Man” doveva avere successo, ma intendo che se non fosse stato di qualità non ne avreste mai sentito parlare. Avevamo bisogno di qualcosa che spingesse la macchina, qualsiasi cosa dai videogiochi, comprendendo in un certo senso cambiare la natura e la qualità di come si scrivono le sceneggiature cinematografiche. Ripeto, se questa cosa non fosse stata di qualità non l'avreste mai conosciuta e avremmo potuto fare qualcosa di completamente diverso.
Poteva essere un titolo della linea Marvel Knights, per esempio. Avremmo trovato qualche altro modo per far uscire un ottimo fumetto e look per SpiderMan. Se non sarebbe stato l'Ultimate sarebbe stato qualcosa'altro.

D: Joe, ricordi quanto erano di qualità gli albi di [J. Michael] Straczynski quando quando sono arrivati sul mercato i suoi “Amazing Spider-Man?” Avrebbe potuto essere quello. Guardando a cosa è la Marvel oggi, così come lo stato attuale e la salute dell'industria al momento, potrebbe qualcosa simile alla linea Ultimate venir lanciata nel 2008 ed essere ancora un successo?
JQ:
Penso che è tutto un problema di tempismo e dello stato dell'industria. Otto anni fa, l'industria era pronta per qualcosa come questa dalla Marvel ed è sempre tempo e luogo per un pizzico di fortuna. Penso che linee possano essere lanciate, ma qualcosa come la linea ultimate?
Non penso che il tempo sia giusto per fare qualcosa del genere adesso. Quell'aria di disperazione dell'epoca ha aiutato davvero. Cosa dice il vecchio detto? La necessità aguzza l'ingegno? Ho spesso sentito gente chiamare quegli anni in cui io e Bill abbiamo iniziato questa cosa "il west selvaggio" e veramente, era così. è in questo modo che si ottengono cose come l'Universo Ultimate e “Rawhide Kid” e “Wolverine: Origins” cose del genere perchè, anche se c'è molto in ballo, non c'è nulla da perdere.
Penso che sia una questione di tempismo e clima.

D: Potrebbe esser fatto ancora? Forse ma questo tipo di cose, sono generalmente cicliche e le cose grosse avvengono nei comics una volta ogni vent'anni. Penso che ci vorrà molto tempo prima di poter vedere qualcosa come l'Universo Ultimate spuntare di nuovo.
BJ:
Ci ho pensato, ma penso che Joe abbia ragione. C'era quell'energia che nasce intempi difficili. è interessante, quando parli con la gente come i miei genitori e la loro generazione, che hanno vissuto durante gli anni della Grande Depressione, quanto duro fosse come era all'epoca c'era questa luce negli occhi che lasciava intendere che si sarebbe combattuto attraverso tempi duri.

D: Sai ho fatto dei lavori molto belli durante la mia vita ma non ho mai passato del tempo migliore di quello che ho passato con Joe e Mark e Brian lavorando sulla linea Ultimate. Non so se ti senti nello stesso modo Joe...
JQ:
già
BJ: ... ma eravamo quattro diverse persone nella stanza, tutti con diversi background, stili di vita e posizioni mentali e avevamo deciso di mettere da parte i nostri ego e creare qualcosa di veramente molto buono.
JQ: Avevamo due scrittori che cercavano davvero di farsi un nome nell'industria e sbattevano il naso contro lo stato immutabile dell'industria. Avevamo un Editore Capo che era nuovo e fresco al lavoro e praticamente non aveva idea dei baratri di quello che poteva succedere così quel po' di ignoranza ci ha permesso di essere più coraggiosi di quanto non si sia mai visto .... e avevamo un Presidente che è arrivato con una visione reale di come cambiare la compagnia per filo e per segno. La chimica c'era tutta.

D: Penso che dobbiamo anche buttare l'[editor] Ralph Macchio nel discorso, che si è assunto la linea Ultimate line.
JQ:
Ricordo di aver avuto una conversazione molto sincera con Ralph, che era alla guida delle testate di Spider-Man all'epoca e gli ho detto che gli stavamo togliendo la linea SpiderMan perchè avevamo bisogno di lui per lanciare la linea Ultimate. "Abbiamo bisogno che sia tu" gli ho detto. Anche se avevi noi quattro in un certo senso esuberanti e in un certo senso inesperti e quello che facevamo, avevamo bisogno di una persona che fosse un vecchio lupo nel far fumetti e tenere tutto in carreggiata. Lasciati a noi stessi queste cose avrebbero deragliato. Ralph era la stabilità che ci serviva. è come la mia relazione con mia moglie, sono un tipo che pensa completamente con la parte sinistra del cervello e se non fosse per lei sarei per strada.
Quindi Ralph era un po' come la nostra moglie in questo affare e ha davvero aiutaro a tenere il tutto in ordine e ha fatto un lavoro spettacolare istruendo Brian e Mark fino a farli diventare gli artigiani fenomenali nel senso Marvel
BJ: Ora che me lo dici, devi anche ricordare Adam Kubert, che conoscevo dai miei tempi sulle Card Fleer. Joe ha davvero fatto un grande lavoro di vendita per avere Adam su “Ultimate X-Men” perchè significava davvero spostarlo da una testata al top delle vendite con royalties per i creatori e prestigio garantiti ... e non so se ti ricordi di questo Joe, ma avevo appena pregato Mark Bagley di fare “Ultimate Spider-Man” e alla fine il trucco è stato che la figlia ha letto la scenggiatura di Brian e ha urlato a Mark di farlo.
JQ: Basicamente Mark era un grosso nome dei comics mainstream che aveva fatto SpiderMan ma via via Mark è finito a disegnare fumetti su prodotti con licenza e originali se non vado errato. So solo che non stava disegnando nulla di mainstream. Ci aveva lasciato per breve tempo per la DC e Bill ha semplicemente avuto l'illuminazione che Mark era il tipo giusto. Prima che lo sapessi, Mark era parte del progetto e mi dicevo "Wow, Bagley è tornato?? Non sapevo nemmeno che fosse ancora in giro a fare fumetti." Concludendo lui ha riportato Bagley da noi, mentre Mark ha avuto molto successo all'inizio della sua carriera, certamente “Ultimate Spider-Man” la cosa per cui è più conosciuto, oltre 100 numeri con Bendis. è stata una run magnifica.
BJ: Joe, chiedi a Dan Buckley [Marvel Publisher] a questo proposito. Mark e io abbiamo lavorato assieme su questo set di carte di SpiderMan quattro o cinque anni prima di allora, ma penso che Buckley ha chiamato dal riposo pensionistico, ha sentito di questo, sapeva che la mia casa stava crollando ed è stato lui a dirmi di usare Bagley.

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D: Entrambi avete parlato di un numero di momenti solari riguardanti il lancio dell'Universo Ultimate, l'aiutare a definire le carriere di Bendis e Millar, il lavorare assieme in maniera collaborativa in far decollare questo universo. Prendiamoci un momento ed esploriamo alcuni dei momenti più cupi.
Sicuramente i ritardi nella pubblicazione degli albi "Ultimates" di Mark Millar e Bryan Hitch sono uno di questi.
JQ:
Sai, è stato ovviamente un problema, ma il dibattito interno era del tipo "Facciamo uscire quest'albo in ritardo o chiamiamo un altro disegnatore?". Bill è un grande credente così com'ero io, che quell'albo puntasse sulla qualità che Hitch gli portava. Bill ha tirato fuori più conigli dal suo cilindro per avere Bryan. Bryan era in una situazione contrattuale da cui doveva uscire, visto che non stava funzionando per lui, e Bill si è realmente fatto avanti e messo a tappetino per Bryan. Sapevamo che era il tipo giusto per questo progetto e Mark lo voleva veramente. Una volta avuto Hitch ci siamo resi conto che “Ultimates” era un prodotto generato dalla magia dei due tizi dall'altra parte del lago che metterci un artista di rimpiazzo avrebeb ucciso la spinta di quella collana. La teoria da parte dei venditori all'epoca era che se non pubblichi l'albo la spinta si esaurirà e nessuno lo vorrà. Al contrario, quello che è successo è che con ogni numero che usciva la spinta continuava a montare a prescindere di quanto fosse in ritardo. Era abbastanza stressante, ma dal mio punto di vista si è rivelata essere la decisione più intelligente. Più di qualsiasi altro titolo dell'Universo ultimate, “Ultimates” ha davvero contribuito a creare il feeling dell'universo e ha davvero fatto un lavoro definendo quello che è l'Universo Marvel oggi e i film Marvel. I film Marvel e l'impressione che da l'Universo Marvel oggi appaiono simili a ciò che Hitch e Millar hanno creato sugli “Ultimates”.

D: C'è mai stata anche solo una idea di storia che era originariamente pensata per un universo ma non ha avuto luce, ma invece è riapparsa nell'altro?
JQ:
Non che mi ricordi. Forse c'è qualcosa tra Mark e Brian, quando uno dei due aveva un'idea e la passava all'altro, ma non ce l'hanno mai detto. Per quanto mi riguarda, non ricordo che ci sia mai stato questo genere di mossa.
BJ: E' un'ottima domanda, ma credo che man mano che le idee spuntavano sapessimo già dove andavano a ricadere. C'erano tre testate dei Fantastici Quattro che venivano lanciate o rilanciate all'epoca, una scritta da Mark Waid, quella sull'idea dei FQ che venivano lasciati a casa dal lavoro e poi c'era l'idea per “Ultimate Fantastic Four.” Penso che gli universi fossero e siano, almeno nelle menti dei team creativi incaricati, così chiaramente definiti che entravamo facilmente nei loro rispettivi buchi triangolari. tondi o quadrati.

D: Guardando avanti abbiamo “Ultimatum” #1 in vendita questa settimana e promette un nuovo status quo e che nessuna squadra resterà la stessa; che qualcuno di ogni squadra morirà. Questo è qualcosa in cui i lettori di supereroi ormai non hanno molta fiducia, personaggi morti che restano morti. Succederà per caso questo nell'Universo Ultimate, i morti resteranno morti?
JQ:
A quanto ne so queste sono morti parecchio permanenti. Non posso parlare da qui a cinque o sei anni perchè, non so nemmeno se sarò qui domani [risate] Per quel che stiamo pianificando al momento queste sono morti molto molto significanti. Mentre non posso dire in un'intervista perchè queste morti succederanno, alcune di queste avverranno per tornare alla dichiarazione iniziale originaria dell'Universo ultimate, rendere questi personaggi più giovani. Abbiamo pubblicato per otto anni e ci sono volte in cui abbiamo deviato dalla strada e poi ci siamo tornati e penso che sia ora di ripulire la casa e e tornare all'intenzione iniziale. Quindi, le morti cambieranno certamente le carte in tavola, sposteranno i personaggi da una testata all'altra e molte testate potrebbero essere irriconoscibili quando avremmo finito, ma sono parecchio eccitato e è semplicemente fantastico avere Millar e Bendis di nuovo sulle testate assieme a Loeb.
Sarà parecchio folle.

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D: Gli albi Ultimate sono stati nell'ultimo paio d'anni sono sembrati assestarsi in termini di contenuto: non hanno infiammato le classifiche nè sono spesso in copertina o al centro delle notizie di fumetti.
Perchè ora è il momento giusto per re-iniettare tutta questa energia creativa nell'Universo Ultimate?
JQ:
Penso che una delle ragioni del perchè l'Universo Ultimate possa aver iniziato a perdere una parte dei quel tono estremo, penso che sia onestamente un'affermazione inesatta. Penso che sia successo invece che sia stato l'Universo Marvel ad iniziare ad assumere così tante delle estreme asprezze dell'Universo Ultimate, ed a tal punto che l'Universo Ultimate ora deve scoprire come fare un passo avanti ora che l'Universo Marvel l'ha raggiunto.
Qual'è il prossimo passo nell'evoluzione? Questo è veramente quello che penso scopriremo essere l'Universo ultimate, una sorta di precursore di dove andrà a finire la Marvel.
Se leggi “Ultimate Origins,” si scopre che il grande segreto dell'Universo Ultimate è che i mutanti non sono il prossimo gradino dell'evoluzione, ma piuttosto che i mutanti sono stati creati dall'uomo. Questo si riferisce ancora una volta a un punto cardine dell'Universo Ultimate, su cui Bill ha insistito tanto che vi lavorassimo sopra: la scienza moderna.
L'Universo Marvel era basato sulla scienza nucleare degli anni '60 mentre l'Universo Ultimate è basato sulla scienza genetica di oggi. Stando dentro a questi parametri, i mutanti sono stati creati in provetta, non sono la volontà di Dio, non sono l'evoluzione, sono stati creati dall'uomo e questo renderà le cose parecchio bizzarre nell'Universo ultimate quando ciò verrà rivelato.
C'è molta carne al fuoco.

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D: L'Universo Marvel è uno che semplicemente non può finire. Non è progettato in alcuna maniera per farlo. Ma L'Universo ultimate è una bestia completamente diversa. Potrà mai raggiungere una fine?
JQ:
Questa è la cosa eccezionale dell'Universo Ultimate. Si, potrebbe finire domani.

D: Dovrebbe finire in un qualche punto?
JQ:
Non lo so. Proprio per come è cominciato è un prodotto del suo tempo: se verrà il tempo in cui dovrà finire allora si, avremo l'ultima storia Ultimate. Non prevedo che accada nel futuro prossimo, specie con la roba che stiamo preparando, ma questo è anche uno dei grandi marchi di riconoscimento dell'Universo Ultimate: è completamene imprevedibile. Semplicemente non si sa cosa succederà come tutti testimonieranno con “Ultimatum.”
BJ: Sono d'accordo con Joe. Quell'universo, quel costrutto, può finire perchè l'Universo Marvel l'ha raggiunto. Uno degli spauracchi dell'industria è il tipo di scrittura di fumetti dove le storie sono proprio le ultime storie e le storie non si relazionano affatto con il mondo reale, il che significa che un nuovo lettore che arriva a prendere il fumetto non riuscirà a capirlo davvero, interessarsi davvero o interiorizzare i personaggi.
Mentre la qualità dell'Universo Marvel è migliorata, odio dire "qualità" quando si tratta di lavoro creativo, ma fino a quando la Marvel continua a scrivere storie sulla vita sulla terra, non ti serve l'Ultimate per stabilire il tono.
L'Universo Ultimate è importante quando l'Universo Marvel si perde in un bicchier d'acqua.
JQ: Perso in un bicchiere d'acqua o no, otto anni fa i fumetti dell'Universo Marvel di base fruttavano soldi: ricordo che entravo alla Marvel e non capivo davvero internet all'epoca, dire cose ai giornalisti come "Beh gli albi facevano schifo" ... non capivo all'epoca che quella frase sarebbe stata sulla rete per settimane "beh non intendevo dire che facessero schifo nel senso che erano brutti, solo nel senso che non avrei potuto darlo a un dodicenne che lo avrebbe apprezzato appieno!" ... così fin quando la Marvel continuerà a fare quello che fa adesso molto bene, l'Universo Marvel sta bene e la linea Ultimate non è necessaria, ma finchè è buona, tanto meglio.
Quando non avrà più ragion d'essere sarà meglio lasciarla andare.


Fonte: C.B.R.
Traduzione di Sabretooth


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