Marvel Land - La Casa della Big M

King Rosemann
view post Posted on 12/11/2008, 13:41Quote

Senior Member

Group: Administrator
Posts: 438


Status: Utente anonimo


M-INTERVIEW
KING ROSEMANN
Intervista a Bill Rosemann

image



Fin da quando è ritornato in Marvel Rosemann ha gestito un'ampia varietà di progetti, dal condurre a termine Annihilation: Conquest al guidare Ms. Marvel, Nova, Guardians of the Galaxy, Loners, la linea Ultimate e ora titoli tanto diversi come Thunderbolts, Marvel Zombies 3 e War Machine...solo per nominarne tre.
... ma cosa c'è sul piatto e dove tutto ciò si dirige?
Ci siamo seduti con Rosemann per una chiaccherata ad ampio raggio che copre tutto da War of Kings fino a War Machine e oltre.

D: Bill, una delle ultime volte in cui abbiamo parlato eri appena arrivato nell'Universo Ultimate. Guardando le cose adesso sei .... beh non sei ... appari qui e là: Iron Man/War Machine, Thunderbolts, e alcuni altri.
Allora, su cosa stai lavorando adesso e come questi spostamente editoriali avvengono in ogni modo? Sono ordini che vengono dall'alto oppure gli editor di ritrovano a pranzo e si scambiano le testate come le figurine?
Bill Rosemann:
Con War of Kings e Dark Reign all'orizzonte sentivo che avrei fatto meglio a contribuire alla compagnia incanalando tutta la mia attenzione e energia su titoli centrati sull'Universo Marvel. Questo mi ha permesso di concentrarmi nel costruire team creativi per diversi lanci prossimi e aumentare la lista dei miei titoli fino a 8 o 10 al mese. Sono molto contento del mix di artisti e personaggi ora sul mio piatto: Guardians of the Galaxy, Nova, Secret Invasion: Inhumans, Secret Invasion: War of Kings, House of M: Civil War, She-Hulk, War Machine, una ristrutturata Thunderbolts, Marvel Zombies 3, consulenza per Stephen King's The Stand, qualche altro lancio top secret in sviluppo.
E' un gruppo diventente e stimolante.
Per quanto riguarda gli spostamenti editoriali, certe volte devi fare pressione, altre volte ti viene richiesto di fare una mossa; veramente dipende da situazione a situazione, e ogni volta è quello che la Marvel pensa sia meglio per i suoi titoli e i suoi autori. In fin dei conti, sono qui per portare avanti i desideri del capo e sono solamente fortunato che gli interessi miei e della Marvel siano allineati.

D: Dando uno sguardo alle tue testate ... sono un gruppo coeso? Ha davvero qualche importanza che tutte le testate che supervisioni siano dello stesso tono o simili in ambientazione, oppure preferisci un gruppo più disparato dove le testate non sono affatto simili?
BR:
Per come la vedo io, sia che l'azione si svolga a Manhattan o su Marte, il tutto si riduce a storia e personaggio: questo è il fattore coesivo.
Eppure allo stesso tempo, la varietà di autori e generi è un punto estremamente positivo. Lavorare con così tanti sceneggiatori ed artisti è ispiratore.
Ti spinge a pensare costantemente a chi meglio figurerebbe e su quale storia, e stai sempre imparando da creatori provenienti da tutto il mondo con un grosso bagaglio di esperienza e conoscenza. Devi continuare a crescere e imparare e lavorare con questa gente dal talento così unico è un onore.
Alla fine la mia speranza è che le testate siano coese in quanto propongano una storia eroica, contribuiscano alla crescita dell'Universo Marvel, siano pieni del miglior talento possibile e facciano in modo che i lettori tornino per averne altro.
Eccetto The Stand (che, essendo un fan di fan, è un'emozione lavorarci), tutte le mie testate si svolgono nell'Universo Marvel, il che è importante per me. L'universo Marvel c'era per me mentre crescevo e spero in aiutarlo in qualche modo a prosperare cosicchè continui a essere il motore dell'azienda e ispiri la futura generazione.

D: Sia con i Thunderbolts che con Marvel Zombies hai dovuto assemblare nuovi team creativi. Prendendo ciascuna testata alla volta, ci spieghi come scegli questi team? Entrambi i team non potevano far rimpiangere i predecessori...
BR:
Come editor, una delle più grandi ricompense e sfide è venire chiamato per assemblare o fare un casting per un nuovo team creativo, e addirittura aiutare a creare il nuovo concept per la serie, che costruisca su quanto avvenuto in precedenza. Questo è ciò per cui lavori e il motivo per cui sei qui. Ero un fan di entrambe le testate quindi questo si aggiunge al divertimento. In superficie Thunderbolts e Marvel Zombies sembrano più diverse possibili, ma in realtà, soprattutto durante la run di Ellis & Deodato sui TBolts, condividevano un'energia oscuramente divertente che ha lasciato i lettori a bocca aperta.
La sfida era di accoppiare creatori e concept che non solo continuassero a proporre quello che i lettori volevano, ma che avrebbero anche esplorato nuove strade.
Per i Thunderbolts, volevamo continuare a esplorare il tema centrale della serie della redenzione e volevamo anche continuare a suonare quella corda che una testata con dei criminali dovrebbe suonare. Axel Alonso ha parlato con Andy Diggle e ha accennato al mio capo Tom Brevoort che Andy poteva essere interessato nello scrivere qualcosa per la Marvel. Tom me l'ha riferito e abbiamo discusso di come lo scrittore dietro letture taglienti come The Losers, Adam Strange and Green Arrow: Year One poteva essere l'ideale per la nostra allegra combricola di misantropi. Prima che potessimo dire "Barone Zemo" ho scritto un'email a Andy e abbiamo iniziato a parlare di chi e cosa potevano essere i Thunderbolts con l'evento Dark Reign. Andy ha preso il nostro piccolo chicco di idea e l'ha sviluppata nella bestia che sorprenderà molti lettori.
Sul lato delle matite, lo stesso, il nostro obiettivo era di portare un disegnatore che potesse proporre azione che colpisse duramente con un sapore oscuro e militare. Avevo lavorato brevemente con Roberto De La Torre su Ms. Marvel prima che fosse invitato a disegnare Invincible Iron Man e ho amato tutto il realismo che ha portato a quelle serie. Qualche email più tardi e Roberto già stava consegnando pagine di TBolts che ci fanno sbavare tutti ... ed il colorista Frank Martin was stava facendo un lavoro quasi ad acquarello che non ci abbiamo pensato due volte per chiedergli di restare nella squadra.
Diggle + De La Torre + Martin = divertimento oscuro e attraente.
Per quanto riguarda Marvel Zombies 3, l'obiettivo era continuare il marchio distintivo della serie, horror e humor superiori, ma anche provare qualcosa di nuovo. Non si vogliono scacciare via i lettori fedeli, ma si vuole anche invitare nuovi lettori alla festa.
Lo scrittore Fred Van Lente stava facendo un lavoro affascinante mischiando ingredienti esistenti e pazze nuove idee su titoli come M.O.D.O.K.'s 11 and Incredible Hercules; sa come rigirare la continuity da un blocco stradale a una pietra da calpestare. In più ha quel tipo di humor insito in lui. Così dopo alcune discussioni su dove poteva portare la linea, sapevamo che Fred sarebbe stato il nostro capo ghoul.
Quando si è arrivati a decidere per i disegni, gli scrittori Dan Abnett e Andy Lanning mi hanno detto che Kev Walker, che aveva disegnato la loro mini Annihilation: Nova, poteva essere libero. I dettagli coraggiosi di Kev hanno aiutati i lettori a dare un nuovo sguardo più serio al Razzo Umano, e abbiamo immaginato che avrebbe portato quel tocco necessario di grunge alla nostra squadra di morti viventi. Chris Allo, collegamento ai talentuosi, un vero eroe qui alla Marvel, mi mostrò degli esempi dei colori di Jean-Francois Beaulieu, e avevamo la nostra nuova squadra. Se li numeri delle vendite sono indicativi sembra che i lettori sono davvero contenti di quello che Van Lente, Walker e Beaulieu stanno proponendo.
Rendendo una lunga storia corta, costruire un team creativo è in parte ricerca, in parte giocare allo scienziato pazzo e principalmente fortuna. Fondamentalmente è come il Fantacalcio [in originale Fantasy Football, ovvero il gioco sul Football Americano NdT] ma con i tuoi personaggi e autori preferiti, e vieni pagato per farlo!

D: Guardiamo a qualcosa che è nel tuo prossimo futuro: War of the Kings che hai menzionato prima. Prima cosa, ci puoi esporre come tutto si svolgerà? a Cosa porterà e come gicherà, in termini di testate?
BR:
War of Kings è come due treni merci in rotta di collisione.
Da una parte abbiamo Vulcan, il terzo fratello Summers che sta velocemente e pericolosamente espandendo l'Impero Shi'Ar.
Dall'altra parte abbiamo Freccia Nera che, come vedrete in Secret Invasion: Inhumans, è, citando Network, "furioso come l'inferno e non subirà più". Nel secondo numero di SI: Inhumans, avete visto i semi per un'alleanza Kree/Inumani, e questo fiorirà velocemente in una forza con cui bisogna fare i conti.
Cosa mette i due poteri sul sentiero di guerra? I futuri numeri di X-Men: Kingbreaker, Guardians of the Galaxy, Nova and Secret Invasion: War of Kings faranno partire la palla di neve che si trasformerà inevitabilmente nella valanga incontrollabile che spazzerà via eroi, avversari e mondi.
Ce n'è per tutti, sia che tu sia un fan degli X-Men, degli Inumani, del rinascimento continuo della sezione cosmica della Marvel o solo di azione esplosiva. La guerra è brutta e orribile, quindi non aspettatevi che i personaggi ne escano immodificati o senza ciccatrici. Abnett e Lanning sono gli architetti di questa opera fantascientifica e arriveranno con i barili in fiamme.

image



D: Com'è nell'organizzare un crossover del genere? Ovviamente hai l'esperienza di Annihilation: Conquest, ma comunque... come si parte e si cerca di controllarla?
BR:
Tutto si riduce alla storia. Compariamo l'evento a un animale. Se gli costruisci una spina dorsale d'acciaio, e ti assicuri che tutto si colleghi e lo mantenga in piedi, puoi aggiungere denti, artigli e ali. Mesi fa Dan e Andy hanno fatto visita agli uffici Marvel, dove ci siamo chiusi in una stanza per due giorni con Tom Brevoort e Joe Quesada per discutere, litigare e condividere idee. Da quello Dan & Andy hanno buttato giù un progetto per una storia che farà evolvere il cosmo Marvel al prossimo stadio.
Ci sono settimane di pianificazione, centinaia di email, e abbastanza liste, schemi e disegni di riferimento per far strozzare un Badoon, ma il vero lavoro è tenere tutti gli artisti informati, in comunicazione, ispirati e concentrati; il talento e la storia pensano al resto.

D: Quali sono le pressioni di qualcosa come War of the Kings in termini della sua portata? Ovviamente ha un cast apposito nello spazio, ma può fare uno strappo in termini ancora più estesi, e tirar dentro ancora altre testate?
BR:
Ancora, è la storia che traina tutto. Siamo tentati di tirar dentro altri titoli e personaggi? Certamente, ma non se la storia deve perderci. tutto deve essere integrato e necessario, tutto il grasso va tolto, altrimenti diventa senza significato e gonfio. E dobbiamo troppo ai nostri lettori e questi personaggi per fargli questo. Non siamo sotto pressione da parte del dipartimento Publishing and Marketing per creare molte X-Testate, ma ma ci stiamo spingendo nel creare qualcosa di cui possiamo essere fieri.

image



D: Mentre vediamo a tutto quello che hai sulla scrivania, stai anche lanciando una nuova serie, War Machine, scritta da Greg Pak. Dove sta questa serie in termini di produzione? A quale numero state lavorando ora?
BR:
Assieme ai Thunderbolts, War Machine è un'altra gemma oscura che farà esaltare i lettori. In tutto il mondo dittatori e despoti stanno rendendo la vita un inferno per gli indifesi e innocenti. Non so te, ma qualche volta le cose che vedo nei notiziari mi fanno ribollire il sangue. Perchè permettiamo che queste ingiustizie succedano? Perchè nessuno affronta questi mostri? Okay, nel nostro mondo so che le cose non sono così semplici, ma nell'Universo Marvel abbiamo James Rhodes, che vede le cose in biano e nero e che è disposto a far saltare in aria la burocrazia e il nastro rosso della politica con il suo Gatling montato sulla spalla e il suo arsenale di missili a ricerca di calore.
Come voleva la sorte, Greg Pak era presente all'ultima riunione editoriale della Marvel quando abbiamo lanciato il gruppo di concept dietro War Machine. Durante una pausa si è immediatamente fermato e ha detto quanto gli interessava l'idea .... e non ci vuole un genio per vedere cosa la persona dietro War World Hulk, che aveva così tanto cuore quanti muscoli, avrebbe fatto con un uomo-esercito. Non so cosa mi ecciti di più, lo shock del primo arco di sei storie di Greg o le pagine che stanno arrivando da Leonardo Manco.
Se non l'avete visto, tornate indietro e guardate le locomotive che eruttano vapore che Leonardo ha disegnato in Blaze of Glory e la tecnologia sporca che ha proposto in Deathlock. Leonardo è nato per scatenare War Machine ed i colori di Jay David Ramos hanno portato tutto al livello successivo.
Il team ha già finito un prequel di 8 pagine che si può leggere ora su Marvel.com, e il primo numero sta facendo davvero girare le teste negli uffici.

D: Come abbiamo vsito negli ultimi anni, tutti i lanci della Marvel e qualche volte molti numeri iniziali, hanno avuto delle copertine variant. Come editor, hai qualcosa da dire su quali numeri si beccano le variant e chi le disegna? Qualche nome che ci puoi rivelare per le copertine di War Machine?
BR:
Le variant sono un affare divertente. Ad alcuni lettori non piacciono, mentre altri sfruttano l'occasione per prendere la copertina che preferiscono. Così tutte le volte che il dipartimento Vendite e Marketing mi chiede di realizzare delle copertine in più, che sia per una ristampa o per una variant, mi fido di loro che questa operazione aiuti ad attirare altri lettori e migliori la salute nel lungo termine per le mie testate. Con così tante testate sotto la sua supervisione apprezzo che il dipartimento Vendite si interessi alla salute dei miei titoli. Così tenete d'occhio le grandi copertine di Leonardo Manco e Francesco "MATT" Mattina e alla variant criminale di Brandon Peterson!

D: Che genere di lavoro fai su una testata come War Machine? Greg conosce abbastanza bene l'Universo Marvel così dubito che tu debba fare molti controlli di continuity e di avvenimenti.. che ruolo svolgi allora?
BR:
Amo lavorare con scrittori che sanno come usare la ricca continuity della Marvel per migliorare una storia. Dan Abnett & Andy Lanning, Fred Van Lente, Peter David, Christos Gage, Andy Diggle... tutti loro usano la storia e i personaggi come uno chef usa gli ingredienti in una ricetta. La stessa cosa fa Greg Pak, come chiunque abbia letto World War Hulk o Incredible Hercules potrà dirvi. Come ho imparato da Mark Paniccia, che ha lavorato molto con lui, a Greg piace discutere e rimbalzare le idee. Così è principalmente parlare durante pause caffè o scambiarsi email su temi, personaggi, motivazioni, simbolismi e struttura. Cosa vuole il protagonista? Come può aumentare il dramma e l'azione? Qual'è la nostra metafora? Chi vince in uno scontro? Un lupo rabbioso o un orso cieco? Roba del genere.

image



D: Questo tuo ruolo è simile a quello su altre testate o cambia a seconda del team?
BR:
Ogni creatore ha la sua diversa personalità e forza. Alcuni vogliono guida creativa e qualcuno vuole uno scambio di idee, altri vogliono essere lasciati in pace. I più ne sanno di più di come raccontare una storia di quanto io ne abbia mai imparato. Così il mio lavoro su ogni testata è di capire qual'è il campo di gioco e come dare ai miei talenti quello che più gli serve per fare del loro meglio.
Joe Q ci dice sempre che la Marvel dovrebbe essere un posto dove ai creativi venga data la libertà e fiducia di racocntare le storie che vogliono raccontare ... e Tom Brevoort ci ricorda constantemente di restare dietro le quinte e lasciare che i nostri talentuosi brillino. Sono tra quelli che pensano che entrambi siano dannatamente intelligenti. Così mentre io faccio interviste come questa nella speranza che i lettori possano dare un'occhiata alle testate, cerco anche di restare dietro le quinte e dare agli autori lo spazio per fare la loro cosa.

D: Guardando il tuo piatto, come pare la maggior parte degli editori alla Marvel, hai molti titoli su cui lavorare.. Un numero del genere di albi è al tuo livello di gusto o puoi gestirne degli altri?
BR:
E' un bilanciare quantità e qualità. Ogni albo e creatore merita tanta cura e attenzione quanto tu hai tempo e energia. Tutti nello staff devono contribuire al team tanto quanto possono, probabilmente più di quello che possono. Non c'è mai un livello in cui sei a tuo agio alla Marvel. Si tratta di creare quanti più albi di qualità possibile. Non è incantevole. Non è comodo. Non è un lavoro dalle 9 alle 5. ........... è pensare alle tue testate sia quando stai andando al lavoro e a casa, di notte e nei fine settimana. Cavolo, potrei fare una quantità di lavori spacca schiena e spezza anima, così ringrazio la mia stella fortunata ogni giorno in cui lavoro in questo posto e con le persone e i personaggi di cui ho sognato quand'ero un ragazzino.

D: Un'ultima domanda... Quale delle tue testate pensi che debba venir provata da più persone?
BR:
Cerco di amare tutte le mie testate in maniera uguale, così lascio che siano le preview a parlare. I disegni di Mahmud Asrar su She-Hulk: Cosmic Collision, Paul Pelletier sui Guardians, Wellinton Alves su Nova, Manco su War Machine, De La Torre sui Thunderbolts, Tom Raney su SI: Inhumans, la nuova scoperta Bong Dazo su SI: War of Kings... è tutto ottimo materiale!
Le testate possono non raggiungere enormi vendite, non che noi non vogliamo che lo facessero, ma sono riempite da alcuni dei personaggi più interessanti e dagli artisti più talentuosi in giro adesso.
Inoltre, se sei un fan di procioni parlanti, criminali scaltri, zombies sbavanti, robot spaventosi o cani telepatici c'è una buona possibvilità che li troverai, se non una combinazione degli stessi, in una delle mie testate. è così figo.

Fonte:Newsarama.Com
Traduzione di Sabretooth


Tags: [M-INTERVIEW]
 
PM Email Top
0 replies since 12/11/2008, 13:41
 
Closed